STATUA SAN FRANCESCO

STATUA DI SAN FRANCESCO DI SANTO PAOLO GUCCIONE E GUIDO CARLUCCI

La statua di San Francesco di Assisi donata alla città di Greccio

 

Domenica, 5 ottobre 2014

 

In occasione della commemorazione del 75° anniversario di San Francesco, proclamato nel 1939 patrono d'Italia da Papa Pio XII, l'Amministrazione Comunale di Greccio e l'Associazione Pro Loco  hanno accolto appieno il peso della proposta presentata dal maestro Guido Carlucci, fondatore del movimento artistico Sensorialismo Materico, e hanno realizzato un evento singolare per presentare la preziosa statua in cemento dedicata al Santo di Assisi, lasciando un segno tangibile a beneficio del patrimonio culturale della città.

Perchè l'arte sensorialista è legata allo spirito francescano?

L'arte sensorialista è un universo di semplicità. Estranea al chiasso, dimora tutta nella dimensione più intima di se stessi e segna l'itinerario dell'uomo che vive l'arte come un'esperienza profonda, dove gli aspetti ritratti vengono filtrati  secondo la personale percezione  e controllati secondo un ideale sociale, universale. Aspetto, quest'ultimo, che rimanda al carisma francescano perchè richiama l'indiscutibile fiducia nei fondamentali valori umani che hanno influenzato l'arte e la poesia nel corso dei secoli. L'attenzione verso l'umano  e l'amore per la natura sono riassunti nelle opere dei pittori sensorialisti materici, la cui  espressione a volte  ha il tono della confessione dolorosa sull'esistenza, del ripiegamento dell'artista su di sè, altre assume l'aspetto del superamento del finito e traduce l'ansia di eternità liberandosi dalla materia. Ogni elemento ritratto è lo spazio del silenzio e della riflessione; l'artista si aggira cercando un senso nei richiami nascosti che legano il visibile all'invisibile. L'universo appare come un grande contenitore dal quale emergono immagini e colori, atti creativi capaci di dilatarsi oltre la sfera dei normali significati.

Il monumento di Greccio è un'opera scultorea  di notevole pregio storico-artistico, plasmata direttamente a mano, rifinita a tratti di spatola e con lo scalpello  per precisare sempre meglio la forma, realizzata dai maestri sensorialisti Santo Paolo Guccione, tra i più apprezzati scultori contemporanei, e Guido Carlucci, tra i più apprezzati pittori contemporanei, collocata su un basamento appositamente realizzato che permetterà alla statua di affacciarsi sulla Valle Santa.

Un lavoro immediato, originale e creativo su un progetto preliminare generale, un esempio in scala ridotta, che è servito come guida per la costruzione dell'imponente scultura.

San Francesco appare in tutto il suo splendore, nella sua giusta e sconfinata esemplarità umana, in quel respiro universale che è raccolto nell'amore, da cui si riscopre l'umiltà.  Fu proprio l'amore che rapì il paese dell'anima di Francesco, rivelando la grandezza  nel bisogno di vivere il Vangelo in modo radicale attraverso le amarezze del suo pellegrinaggio.

Non è da dimenticare che San Francesco si inserisce nel contesto culturale e religioso urbano dell'inizio del Duecento,  un'epoca di instabilità politica e piena di contraddizioni.

Egli esprime il bisogno di un  ritorno  alle origini dell’amore in consonanza con una buona parte del popolo che contestava la Chiesa ufficiale, ma  anche la passività alla quale era costretto nella liturgia.

Il suo modello fa leva sull'esempio di una vita il più fedele possibile al Vangelo. Egli attribuisce un assoluto rilievo alla povertà e condivide le forme di vita dei sofferenti e dei più deboli, mostrandosi in sintonia con le esigenze delle masse urbane.

La sua vita ebbe la durezza di una vita rivoluzionaria nella consapevolezza di essere considerato da molti un puro utopista. Ma frate Francesco con immutata convinzione è stato un  uomo povero tra gli indigenti, un Maestro d'umiltà dedito all'apostolato, a quella vita  itinerante che avanzava con viva speranza sapendo di quella luce che rischiara l'esistenza. Egli conosceva il mistero perché lo portava di dentro.

Il Serafico di Assisi, rappresentato in dimensioni maggiori del naturale,  coinvolge direttamente lo spettatore suggerendo un'energia potente, quella stessa energia che muove la materia. Tanta fede palpita in questa scultura, tanta arte si manifesta con vivissimo gaudio!

San Francesco è ritratto in piedi, veste il saio legato alla vita con un cordone annodato. Le braccia alzate verso il cielo diventano elemento centrale del messaggio universale di San Francesco che affermava: « La nostra dimora non è qui, ma in Cielo  ». Parole soavi in una luce radiosa, perchè fanno comprendere ancora come e quanto il tempo sia coordinato al Creato e a Betlemme. Il cielo richiama la rugiada che i profeti invocavano;  può essere visto come il simbolo luminoso della vita che vince il peccato, quell'infinita speranza  che guida l'amore. Può essere osservato come il Principio che invita l'uomo ad interrogarsi perchè il Logos muove tutta la civiltà, e senza di Lui nulla si spiega e con Lui tutto è luce. Nella mano destra regge una colomba, simbolo di fede e di sacrificio.

San Francesco dà un'anima al Creato, infatti nella pratica Laudes creaturarum, scritta in un linguaggio solenne, ogni elemento è fratello e sorella.Viene lodato il Padre per aver donato all'uomo il cielo e la terra, e l'uomo è al centro del disegno divino perchè considerato creatura per eccellenza.

Osservando la statua, incarnata nella vita e povertà di Cristo, colpisce lo sguardo espressivo di frate Francesco realizzato nella dinamicità del cemento poichè fa trasparire proprio l'ineffabile felicità che dimora nell'amore universale, nel quale ha luogo l'incontro dell'uomo con l'Assoluto.

San Francesco è molto amato dai fedeli di Greccio per ragioni storiche e di reverenza, da cui non può non derivare anzitutto una particolare attenzione per i valori che risanano l'anima. San Francesco è il pellegrino che ha percorso i monti di Greccio per meditare e ha parlato alla gente come umile servitore del disegno divino.

Nel 1223 realizzò il primo presepio vivente della storia, che favorì, insieme all'uso del volgare, la catechesi di massa e il rinnovamento morale.

Il Beato entra nelle nostre vite con aria serena e l'appagamento giunge in noi sentendoci pareggiati ai nostri simili e a tutti i viventi, in un destino comune perchè ci riconosciamo nella tonaca e nei piedi scalzi sempre in cammino.

 

 

 

 

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