IN QUESTA PAGINA TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI! Guido CarlucciEccezionali sono le nuove scoperte dell'artista Carlucci...se fin ora qualcuno avesse avuto dei dubbi, queste immagini li sfatano....La Monna Lisa, sempre studiata dal Maestro tramite l'ingegnosa tecnica della rotazione, contiene in modo chiaro le ricorrenti lettere " S" " L" , ripetute in diversi punti dell'opera...si nota altresì l'immagine del solito demonietto del quale il Maestro ha messo in luce il volto e nei pressi di esso la certa effige di un nudo...É come se il da Vinci, dopo aver inserito in altre sue Opere queste impronte di lettere e soggetti riferibili al Salai con connotati tentatori e demonìaci, avesse quì esplicitato maggiormente il suo Sentimento nei confronti del giovane Caprotti, dipingendolo come il tentatore malefico e lasciando la sua Firma inconfutabile...; medesima tipologia ( fototipo) , la si può intravedere nelle dita della Monna Lisa...Arrivati a questo punto , per la ripetizione continua di ciò, si può affermare che il Carlucci con il suo istinto sensoriale é andato tramite la sua analisi, oltre l'apparenza visibile, sconfinando nella psiche e nell'intima personalità del Genio... Prof Elena Fiore 

Dopo gli studi eRicorrenza stupefacente di lettere che rimandano alla già esposta Tesi del Maestro Carlucci...Nel " S. Giovanni Battista" evidente é il riferimento al Salai e all' " impriting " della "L" riferentesi al da Vinci . É la sua firma che Egli appone volontariamente, in modo celato. Questa scoperta non fa altro che riconfermare il concetto esposto più volte dal Maestro in merito al legame forte che univa il Genio al suo garzone Giacomo Caprotti. Parecchie sono queste impronte di lettere disseminate nelle Opere leonardesche, esse sono visibili e non possono essere casuali in quanto ricompaiono in modo invasivo nella produzione artistica del Genio. Il da Vinci, è oramai chiaro che dipingesse al contrario per camuffare il suo Sentire ma altresì, a volte, anche nella posizione corretta. Studio questo del Carlucci che é difficile da confutare in quanto la ripetitività delle Lettere, a ritmo costante, si ripresenta scandita dall'intenzionalita' del da Vinci di voler esprimere la sua reale condizione amorosa e personale. Ciò veniva nascosto per i conosciuti motivi ecclesiastici che imponevano dei Dogma indiscutibili e per i quali questo legame anomalo che il Genio nutriva per il Salai, non era possibile mostrarlo con chiara evidenza...prof Elena Fiore  le scoperte nella Monna Lisa,

Guido Carlucci ha avuto ora la conferma che Leonardo

ha fatto di tutto per indicare nel soggetto rappresentato

nel quadro la figura di Giacomo Caprotti, detto il Salai,

quel suo garzone di bottega e poi allievo in cui riverso'

tutto il suo affetto, sino alla fine.

Dopo aver scoperto il nudo nascosto nella vegetazione

sul bordo sinistro dell'opera, visibile solo capovolgendola,

nudo che guarda la Monna Lisa, ed una figura demniaca

nascosta nel velo della stessa, che a sua volta guarda il

nudo, dopo aver anche individuato una figura, sempre

nel velo, che rappresenta un ecclesiastico, per ricordare

come non potesse parlare apertamente della sua passione proibita

allora punibile con la morte,

Carlucci ha approfondito la ricerca, sino a scoprire

nel nudo stesso, nascoste nel petto, le lettere SLA,,

inserite e miniaturizzate, per quanto lo spazio

gli consentiva, per consacrare la sua dedizione

al Caprotti, quel diavoletto cui pose il nome

di Saladino, appunto il Salai, in un tempo

in cui l'omofobia era la regola.

Ora vi e' la certezza che la Gioconda, che di porto'

dietro sempre e comunque, riempiendola di

messaggi, che portano tutti a dire: se il soggetto

iniziale fu Lisa Gherardini

nei sedici anni successivi fu invece dedicato

al Salai. 
Luciano Perazzo Milano

SALAI E LEONARDO DA VINCI  L.S A  SCOPERTA LA FIRMA NEL SUO AUTORITRATTO  STUDIO DI GUIDO CARLUCCI  CODICE LEONARDOSVELATA LA MONNA LISA  Eccezionali sono le nuove scoperte dell'artista Carlucci...se fin ora qualcuno avesse avuto dei dubbi, queste immagini li sfatano....La Monna Lisa, sempre studiata dal Maestro tramite l'ingegnosa tecnica della rotazione, contiene in modo chiaro le ricorrenti lettere " S" " L" , ripetute in diversi punti dell'opera...si nota altresì l'immagine del solito demonietto del quale il Maestro ha messo in luce il volto e nei pressi di esso la certa effige di un nudo...É come se il da Vinci, dopo aver inserito in altre sue Opere queste impronte di lettere e soggetti riferibili al Salai con connotati tentatori e demonìaci, avesse quì esplicitato maggiormente il suo Sentimento nei confronti del giovane Caprotti, dipingendolo come il tentatore malefico e lasciando la sua Firma inconfutabile...; medesima tipologia ( fototipo) , la si può intravedere nelle dita della Monna Lisa...Arrivati a questo punto , per la ripetizione continua di ciò, si può affermare che il Carlucci con il suo istinto sensoriale é andato tramite la sua analisi, oltre l'apparenza visibile, sconfinando nella psiche e nell'intima personalità del Genio... Prof Elena Fiore 

Guido Carlucci sulle tracce di Leonardo Da Vinci! Una grande scoperta! Eccezionali sono le nuove scoperte dell'artista Carlucci...se fin ora qualcuno avesse avuto dei dubbi, queste immagini li sfatano....La Monna Lisa, sempre studiata dal Maestro tramite l'ingegnosa tecnica della rotazione, contiene in modo chiaro le ricorrenti lettere " S" " L" , ripetute in diversi punti dell'opera...si nota altresì l'immagine del solito demonietto del quale il Maestro ha messo in luce il volto e nei pressi di esso la certa effige di un nudo...É come se il da Vinci, dopo aver inserito in altre sue Opere queste impronte di lettere e soggetti riferibili al Salai con connotati tentatori e demonìaci, avesse quì esplicitato maggiormente il suo Sentimento nei confronti del giovane Caprotti, dipingendolo come il tentatore malefico e lasciando la sua Firma inconfutabile...; medesima tipologia ( fototipo) , la si può intravedere nelle dita della Monna Lisa...Arrivati a questo punto , per la ripetizione continua di ciò, si può affermare che il Carlucci con il suo istinto sensoriale é andato tramite la sua analisi, oltre l'apparenza visibile, sconfinando nella psiche e nell'intima personalità del Genio... Prof Elena Fiore 

E' il dicembre del 1223 , a Greccio, sul paese sta scendendo una copiosa nevicata, Madonna Alticana ha appena consegnata a Francesco una raffigurazione del bambino Gesù, e suo marito, signore di Greccio, Giovanni Velita suo devoto amico,ha procurato un bue ed un asinello, Intorno una folla di pastori e grecciani sono pronti a celebrare la Nativita' Iniziava cosi' la storia del presepe vivente che il Santo ,allora appena giunto da Roma con l'autorizzazione del Papa, sarebbe riuscito a tramandare nei secoli, La fama di Francesco, portatore di una fede incontaminabile e di un a visione ascetica della vita consacrata , infusa nei discepoli e ancor oggi sostenuta dai frati mendicanti, i Frati Minori, si era poi diffusa ovunque, dentro chi avesse bisogno di quiete, e pace. Guido Carlucci , artista di Cantalice , da sempre innamorato di Greccio e dei maestri dell'arte del passato, nel 2011 stava rivisitando le opere di Leonardo da Vinci, ed ebbe ad imbattersi nei disegni dello stesso, e tra di essi in quello numerato 8p, rappresentante un paesaggio visto da posizione sopraelevata. Leonardo lo aveva datato 5 agosto 1473. Esperti hanno identificato nel disegno la Cascata delle Marmore, la conca ternana e il borgo di Papigno, tra Terni e Rieti. Da esperto conoscitore dei suoi luoghi natii, il Carlucci ha tuttavia percepito che la collocazione data da quegli esperti ,non aveva bene valutato la posizione dalla quale il paesaggio era stato osservato. In particolare lo avevano colpito le torri sulla sinistra del disegno,il fiume alla base dello stesso, le montagne in distanza ed i paesi raffigurati, contestava poi la identificazione delle acque raffigurate in alto a destra sostenendo che erano fonti di montagna e non le Marmore. Da Greccio, dalla localita' Cappelletta ad 850 mt era stata la collocazione finale data dal Carlucci! Da quella posizione erano visibili alcune delle torri che Greccio vantava nel 500, ed erano 5 per quanto restava del castrum iniziale. piu' avanti eran visibili Cantalice Poggio Bustone, tutta la Valle Santa e sullo sfondo il Terminillo. Sotto Greccio, ai limiti di Greccio ,scorreva un fiume nel passato, e Leonardo lo ha riportato ,come pure le ricche fonti di allora esistenti in localita' La Cappelletta. Il Carlucci tuttavia non si e' fermato al disegno, dopo aver letto tanto di Leonardo, della sua anima contrastata, ha voluto pensare di essere egli stesso Leonardo, scoprire il perche' quel genio fosse venuto tra le sue montagne, e se avesse lasciato altre tracce, e se, conosciuta la regola di Francesco ,ne fosse stato attratto, ovvero turbato. Mentre si disquisiva sul disegno 8p , il Carlucci riportava di una scoperta sbalorditiva, che grazie all'Assessore alla Cultura di Greccio , Federico Giovannelli, aveva potuto indicare agli studiosi. Un affresco, conservato nella Chiesa di San MIchele Arcangelo , raffigurante una Ultima Cena, di chiara impronta leonardesca ,il cui confronto con la Cena delle Grazie a Milano, prima del restauro, era illuminante. Sentendo Leonardo cosi' vicino, il Carlucci ha approfondito lo studio sull' 8p. Leonardo era solito lasciare messaggi nelle sue opere, cosi' lo studio attento delle immagini "nascoste" nel disegno ha permesso di scoprire il volto sofferente di Francesco , celato nel paesaggio, ed altre immagini esoteriche cui Leonardo era legato, da uomo si' del Rinascimento ma per natura, ed in anticipo gia' illuminista . IN Greccio Leonardo si immerse di certo nella filosofia francescana, in cui trovo' pace, forse avendo contatti con qualche erede dei Velita che gli commissionarono , chissa' uno o piu' affreschi, dato che la Chiesa della Cena di Greccio faceva parte un tempo del maniero di quel casato. Guido Carlucci per le ricerche si ringrazia Luciano Perazzo.

Eccezionali sono le nuove scoperte dell'artista Carlucci...se fin ora qualcuno avesse avuto dei dubbi, queste immagini li sfatano....La Monna Lisa, sempre studiata dal Maestro tramite l'ingegnosa tecnica della rotazione, contiene in modo chiaro le ricorrenti lettere " S" " L" , ripetute in diversi punti dell'opera...si nota altresì l'immagine del solito demonietto del quale il Maestro ha messo in luce il volto e nei pressi di esso la certa effige di un nudo...É come se il da Vinci, dopo aver inserito in altre sue Opere queste impronte di lettere e soggetti riferibili al Salai con connotati tentatori e demonìaci, avesse quì esplicitato maggiormente il suo Sentimento nei confronti del giovane Caprotti, dipingendolo come il tentatore malefico e lasciando la sua Firma inconfutabile...; medesima tipologia ( fototipo) , la si può intravedere nelle dita della Monna Lisa...Arrivati a questo punto , per la ripetizione continua di ciò, si può affermare che il Carlucci con il suo istinto sensoriale é andato tramite la sua analisi, oltre l'apparenza visibile, sconfinando nella psiche e nell'intima personalità del Genio... Prof Elena Fiore 

 

Gentile mbac 

dopo anni di studio su Leonardo da Vinci ho scoperto che il disegno 8p,datato 1473 autore Leonardo da Vinci (ha la prospettiva della Valle Santa e il paese disegnato da Leonardo e' Greccio, il luogo dove San Francesco di Assisi ha ideato il primo presepe vivente .

Dopo questo studio accurato ho scoperto disegni nascosti (Leonardo da Vinci Nascondeva immagini sacre e profane ) UN ANGELO MALIGNO E L' IMMAGINE DI SAN FRANCESCO e tante altre immagini documentate nel mio studio .

Ho studiato il percorso di Leonardo e tramite segnalazioni di Frate Giuseppe Fanella e il vice sindaco di Greccio Federico Giovannelli ,sono arrivato nella chiesa di San Michele Arcangelo e ho subito visto un affresco con soggetto “Ultima Cena” scoperto sotto intonaco da Frate Fanella nel 1988, intuendo subito che si tratta della scuola LEONARDESCA ( tanta la sinergia con l'ultima cena di Milano eseguita da Leonardo dal 1494 al 1498 ) successivamente ho avuto  la conferma che si tratta di un fine 400 ,così ho  approfondito gli studi e in questo affresco ho trovato  tante immagini nascoste : immagini di San Francesco ben visibili IN TOTALE SONO 10 IMMAGINI e quest’ultime sono  molto simili alle immagini che ho scoperto in altre opere di Leonardo (Salvator Mundi, Monna Lisa, Mosè,la vergine delle Rocce di Louvre e la vergine delle rocce di Londra . Esistono gia' tante relazioni e articoli di giornali su questa scoperta e tutto e' documentato nel mio sito www.guidocarlucci.com .

Chiarente ho depositato tutte le immagini da un Notaio di mia fiducia e il mio legale segue tutto il percorso di queste grandi scoperte .

Faccio presente che il critico Giorgio Grasso, braccio destro di Vittorio Sgarbi, ha divulgato le mie immagini nella bacheca facebook accorgendomi che in  tanti cercano di appropriarsi del mio studio . Segnalo anche articoli della giornalista Maria Grazia di Mario dove parla di altre persone e mi cita in modo molto vago. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e mi scuso per queste righe scritte velocemente dalla chiesa di San Michele Arcangelo dove cerco di trovare altre prove su questo affresco .
Presto invierò una relazione più dettagliata con immagini molto chiare allegando altri risultati del mio studio. Voglio precisare che ho percorso varie tappe e sono stato agli Uffizi di Firenze e nella biblioteca da
Vinci . Tutto questo documentato da mail inviate presso  queste sedi in data  ottobre 2017 .
Cito la storica Francesca Mezzatesta restauratrice e rilegatrice Unesco regione Palermo. La stessa ha confermato la mia tesi e cosi' anche lo studioso di Milano il signor Luciano Perazzo di Milano ...

grazie per l’attenzione
 cordiali saluti 

Guido Carlucci

Pittore fondatore corrente artistica SENSORILISMO MATERICO 

Ideatore e direttore Museo MACS Greccio 

direttore della Bottega di Leonardo 

tel 3393711647

10/01/2018

LA SINDONE E IL CRISTO SCOPERTO nel dipinto di Leonardo Da Vinci

Diritto riservato
Diritto di insegnamento 
 vietato divulgare le immagini
Guido Carlucci
 

Che cosa è la verità? chiese Ponzio Pilato a Cristo.. Lui non rispose, ma il governatore romano ce l'aveva davanti la verità. Una verità che poche ore dopo sarebbe stata avvolta in un lenzuolo lasciandovi per sempre l' immagine della sofferenza come dipinta ed impressa da radiazioni non di questo mondo. Se si osservano le immagini scoperte da Guido Carlucci in un' opera di Leonardo, il pensiero va alla Sindone ed al suo mistero. La datazione della reliquia più cara al Cristianesimo, con il carbonio 14 la colloca tra il 1200 ed il 1400. Ma vi sono opinioni contrarie. É certo comunque che il Da vinci ha dipinto segretamente l'immagine del Cristo in una sua opera, e forse proprio alla Sindone ha voluto dare risalto e conferma. Luciano Perazzo

22/01/2018

Nell'opera del da Vinci, si evince un'ulteriore scoperta, riferentesi alla oramai accertata omosessualità del Genio...quì il grande Artista dona la prova concreta della sua diversità ...le lettere ritrovate anche in questo anfratto, difficile da scovare ,appaiono delineate con chiarezza indiscutibile " L / S "...Il da Vinci posiziona le lettere e non a caso, nei pressi dell'organo procreativo in bella mostra...Si potrebbe intuire, dato il ritrovamento delle iniziali evidenziate, la risultanza veritiera. L'audacia del da Vinci quì é espletata con l'immissione delle lettere S/ L, sul tessuto peneale. Riferimento questo che è esaustivo al fine di dichiarare che il Genio era di tendenza omosessuale, il tutto chiarifica il suo attaccamento affettivo/ amoroso per il giovane Caprotti: il diavoletto.prof Elena FioreLScoperte che incalzano continuamente a ritmo vertiginoso...il Maestro Carlucci nella " Gioconda" ha rilevato le lettere S/L...sempre le stesse impronte grafiche che compaiono altresì dislocate in altre opere del da Vinci...Non può essere assolutamente considerato ciò un puro caso, perché la ripetizione continua di esse è evidente sinonimo che il Genio nascondesse volutamente questo codice in lettere al fine di lasciare ai Posteri la consona interpretazione...Quella del Maestro appare indiscutibile...due lettere che fanno pensare al Salai e al da Vinci...L'omofobia ai tempi in cui é vissuto il Genio era argomentazione proibita e altamente condannabile visto l'autorevolezza della Chiesa epocale, quindi questi calchi non furono visibili nella giusta visione prospettica eretta dell'opera ma capovolgendola...É un codice che il Carlucci sta mettendo alla luce quotidianamente e per la qualcosa egli acquisisce Merito per questa analisi così particolareggiata ..Prof Elena Fiore

02-01-2018

In un articolo del settembre 2017 ,Famiglia Cristiana ventilava la possibilità che“la 
Monna Lisa “ senza vestiti , disegno a carboncino, conservato al Museo Conde’ , in 
Francia, fosse da attribuire sicuramente a Leonardo. 
Questa attribuzione,già assegnata nei secoli passati, era stata messa in dubbio piu’ 
tardi. Quello su cui vi e’ stata concordia e’ che il disegno e’ stato ritenuto una 
preparazione per una tela ad olio.
Ora il disegno sta subendo controlli e studi presso il Louvre, in attesa di essere 
esposto nel 2019,per la commemorazione della morte di Leonardo.
Guido Carlucci sta portando avanti da tempo la tesi che la vera identita’ del 
soggetto rappresentato nella Monna Lisa sia in realta’ Giacomo Caprotti, detto il 
Salai, ed e’ ora in grado di sostenere questa idea , grazie ad una serie di scoperte ,e 
partendo dalla conoscenza di alcuni fatti. Il primo è che tra i due, Leonardo e Salai, 
correva un rapporto di intenso affetto . Carlucci ha poi scoperto le lettere L e G 
dipinte in molte tele del maestro toscano. Questo fatto lo ha portato ad eseguire 
ricerche piu’ approfondite sulle opere di Leonardo, sinche’ l’intuizione lo ha indotto 
ad esaminare proprio quel disegno a carboncino, che ricorda la posa ed i tratti della
Monna Lisa. Scoprire il nome SALAI scritto in corsivo nel disegno e’ stata per lui una
vittoria entusiasmante, degna di partecipare alla conferma che quel disegno e’ di 
Leonardo e dedicato al Salai, come al Salai fu dedicata la Monna Lisa. Luciano Perazzo 
diritto di insegnamento Guido Carlucci 
vietata la divulgazione senza citare la fonte

 

Guido CarlucciUn verità svelata tramite l'ingegno operativo del Carlucci ...il Maestro ha messo a confronto il nudo del giovane Salai e la famosa opera della " Monna Lisa"...è indubbia la somiglianza tra le due opere sia per quanto riguarda i connotati facciali di cui si evince in entrambi la dolcezza sia la postura del braccio...nell'immagine del nudo in rotazione si evincono in modo chiaro e inconfutabile le lettere" S/ L, Salai, il giovane Caprotti e l' iniziale del Genio. A togliere ogni dubbio la presenza del diavoletto , appellativo dato dal da Vinci al giovane che amava...Questa opera della quale si affermava la non paternità del Genio, dopo questa analisi del Carlucci é sicuramente attribuibile al da Vinci...pubblicato ore 1320 01 05 2018 inviato al LOUVRE E GIORNALI 

Dal dipinto di Salvator Mundi : il volto di Cristo, la sacra Sindone a confronto 
20/11/2017
Ore 23.00
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI
GUIDO CARLUCCI
 

I volti scoperti da Guido Carlucci nel Salvator Mundi.

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI.

18/11/2017

Autoritratto di Leonardo Da Vinci nel Salvator Mundi . Immagine nascosta.  Io, Guido Carlucci ho visto oltre ! 17/11/2017 ore 1:49.  TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

AUTORITRATTO DI LEONARDO  DA VINCI NASCOSTO NEL SALVATOR MUNDI
Ore 1:49 del giorno 17/11/2017. Scoperta di Guido Carlucci. TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI 
 

11-11-2017

Messaggiero Lazio nord scrive: (10/11/2017)

9/11/2017

 

7 novembre 2017

 

 

04-11-2017

Foto

La mia VITTORIA! 31-10-2017
Ho svelato i segreti di  LEONARDO DA VINCI: scriveva al contrario ma per 5 secoli nessuno aveva visto questa verità!
DISEGNAVA AL CONTRARIO E NASCONDEVA DISEGNI .
 Guido Carlucci fondatore del  SENSORIALISMO MATERICO

Nascosto nel sottogola di una caricatura di un anziano, Leonardo ha nascosto se' stesso, imponenete come una statua di un Mose', in un atteggiamento quasi di scherno, nell'atto di sollevare una sorta di maschera dalla foggia tipo Hannibal Lecter, con fessure per respirare, adornandosi di corna vichinghe, ma qui ben piu' demoniache e nascenti dal capo. Leonardo sembra ammiccare, con l'occhio semichiuso, dopo 5 secoli, dopo che Guido Carlucci lo ha scovato, cosa che immagino il Da Vinci non avrebbe voluto, come ci dicesse, ecco questo sono io veramente, nascosto ma sempre presente, nel mio tormento esistenziale. Luciano Perazzo Milano.

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

31/10/2017 allestimento in corso.......

28/10/2017

TESTA DI DONNA,IL DEMONE SVELATO. 27/10/2017

IMMAGINI A CONFRONTO. Un disegno di Leonardo Da Vinci e il demone nascosto  Dietro la Monna Lisa .27/10/2017

PREMIO COLOSSEO D'ORO

24-10-2017 

Un omaggio al grande Leonardo

Se ne parla...eccome se ne parla!Dopo gli studi e le scoperte nella Monna Lisa, Guido Carlucci ha avuto ora la conferma che Leonardo ha fatto di tutto per indicare nel soggetto rappresentato nel quadro la figura di Giacomo Caprotti, detto il Salai, quel suo garzone di bottega e poi allievo in cui riverso' tutto il suo affetto, sino alla fine. Dopo aver scoperto il nudo nascosto nella vegetazione sul bordo sinistro dell'opera, visibile solo capovolgendola, nudo che guarda la Monna Lisa, ed una figura demniaca nascosta nel velo della stessa, che a sua volta guarda il nudo, dopo aver anche individuato una figura, sempre nel velo, che rappresenta un ecclesiastico, per ricordare come non potesse parlare apertamente della sua passione proibita allora punibile con la morte, Carlucci ha approfondito la ricerca, sino a scoprire nel nudo stesso, nascoste nel petto, le lettere SLA,, inserite e miniaturizzate, per quanto lo spazio gli consentiva, per consacrare la sua dedizione al Caprotti, quel diavoletto cui pose il nome di Saladino, appunto il Salai, in un tempo in cui l'omofobia era la regola. Ora vi e' la certezza che la Gioconda, che di porto' dietro sempre e comunque, riempiendola di messaggi, che portano tutti a dire: se il soggetto iniziale fu Lisa Gherardini nei sedici anni successivi fu invece dedicato al Salai.  Luciano Perazzo Milano 

http://www.lafune.eu/alle-porte-della-tuscia-unultima-cena-di-leonardo-precedente-a-quella-di-milano/

 

 

 

23-10-2017

22-10-2017 La ricerca continua..... Eccezionali sono le nuove scoperte dell'artista Carlucci...se fin ora qualcuno avesse avuto dei dubbi, queste immagini li sfatano....La Monna Lisa, sempre studiata dal Maestro tramite l'ingegnosa tecnica della rotazione, contiene in modo chiaro le ricorrenti lettere " S" " L" , ripetute in diversi punti dell'opera...si nota altresì l'immagine del solito demonietto del quale il Maestro ha messo in luce il volto e nei pressi di esso la certa effige di un nudo...É come se il da Vinci, dopo aver inserito in altre sue Opere queste impronte di lettere e soggetti riferibili al Salai con connotati tentatori e demonìaci, avesse quì esplicitato maggiormente il suo Sentimento nei confronti del giovane Caprotti, dipingendolo come il tentatore malefico e lasciando la sua Firma inconfutabile...; medesima tipologia ( fototipo) , la si può intravedere nelle dita della Monna Lisa...Arrivati a questo punto , per la ripetizione continua di ciò, si può affermare che il Carlucci con il suo istinto sensoriale é andato tramite la sua analisi, oltre l'apparenza visibile, sconfinando nella psiche e nell'intima personalità del Genio... Prof Elena Fiore 

La ricerca di immagini nel disegno 8p, sostenuta dalla scoperta di quanto Leonardo ha voluto celare, mi aveva coinvolto profondamente, levandomi talvolta , devo confessarlo, anche il riposo notturno. Il legame con lui, ormai intenso, mi spingeva a compenetrarlo, per sapere, sapere di più. Un po' di contemplazione riposante ci voleva, mi ero detto. Così il Carlucci, opere del maestro alla mano, si era beato della Monna Lisa, dal sorriso indecifrabile, contornata da un paesaggio ancora ignoto, ma sempre dipinto capolavoro. Non so come è successo, l'intuito, l'abitudine cresciuta osservando gli accorgimenti del Da Vinci.. sta di fatto che ho capovolto il dipinto.. e.. come sorta da quello che sembrava vegetazione, è apparsa una figura, nuda, un 'anima uscita dal girone dei lussuriosi, dai capelli arruffati e corvini, muscolata come fosse un bronzo di Riace, cespuglioso il pube.immagine nitida, non fatta dal caso. Dicono che Leonardo portasse sempre con sé il dipinto. Perché mai inserire una figura maschile tanto vigorosa in un quadro dedicato ad una donna? Il pensiero va a quel giovane, Giacomo Caprotti, classe 1480, detto il Salai (il diavolo) da cui il maestro non si separó mai.

Dopo gli studi e le scoperte nella Monna Lisa,

Guido Carlucci ha avuto ora la conferma che Leonardo

ha fatto di tutto per indicare nel soggetto rappresentato

nel quadro la figura di Giacomo Caprotti, detto il Salai,

quel suo garzone di bottega e poi allievo in cui riverso'

tutto il suo affetto, sino alla fine.

Dopo aver scoperto il nudo nascosto nella vegetazione

sul bordo sinistro dell'opera, visibile solo capovolgendola,

nudo che guarda la Monna Lisa, ed una figura demniaca

nascosta nel velo della stessa, che a sua volta guarda il

nudo, dopo aver anche individuato una figura, sempre

nel velo, che rappresenta un ecclesiastico, per ricordare

come non potesse parlare apertamente della sua passione proibita

allora punibile con la morte,

Carlucci ha approfondito la ricerca, sino a scoprire

nel nudo stesso, nascoste nel petto, le lettere SLA,,

inserite e miniaturizzate, per quanto lo spazio

gli consentiva, per consacrare la sua dedizione

al Caprotti, quel diavoletto cui pose il nome

di Saladino, appunto il Salai, in un tempo

in cui l'omofobia era la regola.

Ora vi e' la certezza che la Gioconda, che di porto'

dietro sempre e comunque, riempiendola di

messaggi, che portano tutti a dire: se il soggetto

iniziale fu Lisa Gherardini

nei sedici anni successivi fu invece dedicato

al Salai. 
Luciano Perazzo Milano

 

21-10-2017

 

Critica 20-10-2017

 

 

UNA BREVE RELAZIONE 
SCRIVE LO STORICO DELL'ARTE DOTT.SSA FRANCESCA MEZZATESTA ..
LA MIA SCOPERTA NEL DISEGNO 8P DI LEONARDO DA VINCI DATATO 1473 
CUSTODITO UFFIZI FIRENZE
Brevissimo pensiero sulle attenzioni poste dall’artista ideatore del Manifesto: “Sensorialismo Materico”, 
Guido Carlucci al disegno di Leonardo Da Vinci .
Già in passato il Grande Maestro Leonardo è stato motivo di studio per le innumerevoli possibilità 
interpretative all’interno delle prime osservazioni di una sua opera. A sorprenderci è anche Guido Carlucci 
nel farci notare numerosi dettagli che celano in uno dei disegni del Maestro motivi narrativi , ricorrenti 
anche in altre opere del Maestro. Si sa che il Maestro soleva , al di la del famosissimo autoritratto capovolto 
o numerosissimi “segni” nell’iconografia della “Vergine delle Rocce”. Adesso Guido Carlucci mette in luce tali
motivi ricorrenti mimetizzati tra le gobbe di colline cappucci del ricorrente monaco (persino il colore), i 
riccioli della Maddalena coricata sulla sinistra e innumerevoli cifre e la Rosa che rimandano adnitidezza 
speculare che racchiude nel “crogiolo” alchemico del Maestro indicazioni simboliche e comunicative 
segniche cammuffate. Certamente l’enigma esoterico sarà da valutare anche su basi scientifichge attraverso
anche mezzi di imaginng iperspettrale su cavalletto a microposizionamento che possono togliere ogni 
dubbio. Certo è che al momento una scoperta potrebbe aggiungersi a sciogliere altri enigmi pur restando 
sempre affascinati senza mai poter riuscire ad addentrarci totalmente all’altezza del suo “Genio”. 
Palermo , 20 Ottobre 2017
Dott.ssa Francesca Mezzatesta 
Storico e critico d’Arte
(iscritta al Registro REI della Regione Siciliana come Tesoro Umano Vivente dell’UNESCO
per il restauro del Libro Antico, Rilegatoria d’Arte e delle Arti Calligrafiche )

 

 

Le prove visive della scoperta Delle immagini del disegno 8p di Leonardo Da Vinci

19/10/2017

 

 

 

http://www.newtuscia.it/2017/10/19/un-artista-laziale-svela-segreti-leonardo-vinci/

 

 

Il critico d'arte conferma la scoperta di  Guido Carlucci

 

 

DOTT.SSA 
FRANCESCA MEZZATESTA 
STORICO DELL'ARTE APPOGGIA LA MIA SCOPERTA NEL DISEGNO 8P DI LEONARDO DA VINCI E LA RICERCA PER TROVARE L'IDENTITA' AFFRESCHI CHE HO SCOPERTO A GRECCIO 
ecco chi e'
Frequenta il Liceo Artistico di Palermo e egli anni 70 all'Accademia Naz di Roma di Danza si diploma come ballerina classica alla scuola Aurino e Beltrame. Attestato come progettista di aree verdi e successivamente dottorato come storico e critico d'Arte e spettacolo, laureata a Lettere e Filosofia )V.O. e DAMS (Discipline ARTE e MUSICA e SPETTACOLO), ha svolto tale funzione al Circolo Ufficiali di Palermo e in Gallerie e Musei prestigiosi, Tesoro Umano Vivente dell'UNESCO per le Arti Calligrafe (occupandosi dei 4 Registri REI), si è specializzata all'ICPL (Istituto Patologia del Libro di Roma e apprendistato presso l'Abbazia dei Benedettini di S. Martino delle Scale Palermo oggi Accademia ABADIR, studiosa del Libro Antico si specializza con numerosi corsi sul restauro della Pergamena e al centro Studi del Prof. Zichichi ad Erice (Tp)con Maestri sul restauro internazionali e restauratore di Libri Antichi c/o l'Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana per cui ha prestato servizio con progetti di restauro nelle maggiori biblioteche e Monasteri di Palermo e Provincia (Pubblicazioni per l?officina degli studi Medioevali di Pa- e per la Biblioteca Francescana ove sono conservate delle sue opere di rilegatoria d'Arte nel Museo del Libro antico e pubblica le sue opere in cataloghi internazionali ed è vincitrice in numerose Mostre come ad Assisi per il Cantico delle Creature in 100 lingue e dialetti diversi) dal 2005 all'Assessorato Beni Culturali svolge mansioni che in ambito di Promozione e Valorizzazione del patrimonio artistico, Culturale, archeologico Marino (C/o Soprintendenza del Mare),si è occupata di Scuola Museo e come promoter per artisti internazionali sia attraverso Mostre per loro organizzate in siti prestigiosi ma anche con recensioni in catalogo e in riviste d'Arte tra cui in Expo Art di cui da anni scrive e promuove artisti solo di qualità espressiva e tecnica. Numerosissimi i siti in cui a realizzato mostre dalla Fiera del Libro al Cairo alla Biblioteca Istorique di Parigi a quella dei Paesi Bachi, sino a rendere appuntamenti annuali per l'Arte con mostre come "Verso lo Zenith" ;"Luci suoni e colori del Karma","Transiti Emozionali" con l'Associazione promoter "Carnet de VoYage" in luoghi come la galleria D'Arte Civica Moderna G. Sciortino con sede al Complesso Monumentale di Monreale Guglielmo II,o come critico esclusivo del Circolo Ufficiali di Palermo nelle varie sedi militari tra cui Palermo e Cefalù (con la Mostra visibile su you tube "Oltre lo sguardo della Materia dell'Arte"in cui ha presentato con delle mini personali un fotografo,un pittore,uno scultore,un grafico, un ceramista,un rilegatore d'Arte...).Impegnata anche nell'ambito dello spettacolo e della Moda ha organizzato eventi che fondono tutti gli aspetti artistici promuovendo anche danzatori,attori,musicisti e modelle (l'ultimo evento "Notte di Moda" al castello dell'Emiro di Misilmeri dove ha coinvolto uno dei suoi artisti nell'installazione scenografica in quanto ritiene che l'Arte per aver visibilità debba inoltrarsi anche in altri siti oltre le Gallerie).Oggi Direttore Artistico anche all'interno di un prestigioso albergo palermitano dove cura eventi (Mostre,Moda, concerti, Trofei, meeting e presentazione di Libri ...).Dal mese di Giugno ha ricevuto l'incarico come Abassador For Peace in The Sicily attraverso l'Arte in qualità di gran fiduciaria del Principe Sandro Pulin Ambassador For Peace in The World -Venice. Al momento cura in esclusiva artisti nella loro immagine e per le loro opere, scrive recensioni e in Work in Progress numerose Mostre artistiche ed eventi culturali.

 

18/10/2017

 

15/10/2017

Nel desegno 8p c'è un calice! 

Troppe coincidenze non si possono definire tali!

Un'immagine di Leonardo Da Vinci vicino ad una tela bruciata di Guido Carlucci! La tela suscitò all'artista "pazzo" una serie di emozioni , sorprendendo i suoi seguaci,ammiratori, amici, artisti! Un'immagine che voleva preannunciare una grande scoperta?! Esiste un filo conduttore tra il grande Leonardo Da Vinci e il maestro cantaliciano Carlucci?! Perché questo? Perché proprio lui? L'anima del maestro è una porta con il passato oscuro , segreto di Leonardo.

Dal disegno 8p di Da Vinci alle tele di Guido Carlucci

L'angelo e il San Francesco di Leonardo resi immortali dal genio stesso e da Guido Carlucci. Una realizzazione su tela con le stesse proporzioni del disegno originale 8p. 12/10/2017

11/10/2017 

ho dipinto l'angelo di Leonardo olio su tela uguali le proporzioni ...o scoperto questo angelo nascosto nel suo disegno 8p datato 1473.....e' un angelo diverso spero di trovare una spiegazione..inquietante LA BESTIA vicino il viso dell'angelo come inquietanti sono le ali che sembrano CORNA del DIAVOLO...provavo un senso di INQUIETUDINE mentre lo dipingevo.

Guido Carlucci

09/10/2017

Immagini a confronto.

Uno studio di Guido Carlucci

E S C L U S I V A
LEONARDO DA VINCI
''SCOPERTA ARTISTICA''
L angelo caduto riposa nella valle, non più demone, poiché Francesco lo guarda, anche lui mansueto come il lupo dopo aver conosciuto il Santo
........................................
08 10 2017 Greccio Rieti
La SVOLTA nel disegno 8p di LEONARDO DA VINCI dopo 500 anni... studio di Guido Carlucci pittore fondatore corrente artistica SENSORIALISMO MATERICO ideatore e direttore Museo MACS Greccio tutti i diritti sono riservati
INFO LEONARDO DA VINCI DISEGNO 8P
sito
www.guidocarlucci.com

6 ottobre 2017

 

ATTENZIONE

ESCLUSIVA
ALTRO AFFRESCO DEL 500 SCOPERTO NELLA CHIESA DI SAN MICHELE ARCANDELO SIAMO SEMPRE SULLA STRADA DI LEONARDO DA VINCI
LA PENTECOSTE DI LEONARDO

2 ottobre 2017

 

Guido Carlucci

 

2 ottobre 2017

Mettendo a confronto questo affresco del 1500 (foto a sinistra) con quello che si trova a Greccio (foto in basso ) riusciamo a vedere una sommiglianza nello stile e nell'epoca.

4 ottobre 2017

Il viso della Gioconda mostra una serie di screpolature che non si trovano nelle mani. Evidentemente il Genio non ha usato gli stessi leganti. E' da studiare i tempi di essiccazione! Questo potrebbe essere successo anche al dipinto che si trova a GRECCIO e spiega come si sia mantenuto l'affresco in alcuni punti bene e in altri punti male.
Guido Carlucci

La CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO a Greccio (all'interno di esse è situato l'affresco "dell'allievo"di Leonardo). 5 ottobre 2017

La roccia dove Leonardo avrebbe disegnato il disegno 8P

UN PO' DI STORIA scritta da Luciano Perazzo

I tempi del Savonarola, tra l'altro coetaneo di Leonardo, sono ancora lontani, ma è molto attiva la sorveglianza della Chiesa sui costumi dei cittadini. Di lí a vent'anni i domenicani, nella conquista del Messico avrebbero soffocato le religioni locali e poi in Perù annichilito gli Incas. Così è possibile immaginare il giovane da Vinci, colmo di pulsioni e di slanci artistici, la bottega del Verrocchio lo aveva accolto,subìto comprendendo il suo valore. É facile immaginarlo a 21 anni, giovane ma vecchio, come lo sono i genii che sembrano vivere vite già vissute, irrequieto e voglioso di pace. Francesco lo attrae con l'indicazione di una vita nuova, libera e liberatoria. Così nel 1473 Leonardo vaa Greccio, sale alla Cappelletta sopra il paese, prima dimora del Santo. Forse riposa, passa li la notte, percependo le lotte del santo contro il maligno. Disegna il paesaggio incorporandovi Francesco a Greccio, sale alla Cappelletta sopra il paese, prima dimora del Santo. Forse riposa, passa li la notte, percependo le lotte del santo contro il maligno. Disegna il paesaggio incorporandovi Francesco ed il tentatore. Dai frati francescani apprende la regola dell'ordine, forse conosce gli eredi dei Velita, o decide di lasciare un segno di sé nella dimora di quella casata, tanto amica del Santo. Lo slancio giovanile gli fa iniziare il lavoro senza un previa valutazione dello spazio, così la sua inesperienza si scontra con la parete di lato, tanto che il dodicesimo apostolo sarà posto fuori dalla tavola, pur contribuendo a dare un 'movimento' all'"insieme, che pare superiore a quello delle Grazie, più tranquillo, pur nel suo immortalare il dramma che vi si svolge.

Recensioni

8-11-2017

Un' Arte perfetta del da Vinci che mirabilmente nascondeva immagini nei suoi Dipinti che definiscono oggigiorno , dopo la l'interessante scoperta del Carlucci, del Genio la grandezza indiscussa...Un messaggio particolare che ha lasciato ai posteri rivolgendosi ai più Sensibili al fine di far comprendere il suo reale animo interiore..quest'ultimo contraddistinto da un puro anticonformismo che ha dato luogo a una tecnica basata sulla perspicacia e intelligenza nell'uso della Metafora nei suoi Dipinti : rivelare dunque la sua interiorità, il suo Diniego sui Dogma ferrei che la Chiesa imponeva, il suo esoterismo marcato nel quale l'espressivita ' si manifestava con la figurazione di immagini demonìache turbanti che contrapponeva ad altre emblemi e sinonimi di Pace interiore come quella del Santo poverello...Di Lui ammirava la Spiritualità emanante e lo sprone verso la Preghiera che avrebbe dovuto assolvere le sue idee così di impatto oppositivo a quelle prestabilite,in un'epoca in cui l'oscurantismo predominava..Il da Vinci vedeva e intuiva oltre il mero apparire, sfidando con abilità il soprannaturale ...Indagine quindi psicologica del Carlucci che dietro la cortina dell'apparenza visibile, ha messo in luce il significato delle note ormai immagini nascoste che chiarificano la personalità poliedrica e complessa del Genio...Il Maestro ha quindi effettuato uno studio complesso rielaborando l'inconscio del da Vinci tramite l'analisi delle Figure celate e ai più non comprensibili....Maestrìa quindi nel condurre questo delicato studio ispirato probabilmente dallo stesso da Vinci che ha trovato terreno fertile nell'animo sensibile del Carlucci, artista impegnato nella ricerca continua al fine di poter dare nuova e inedita visione interpretativa dell'operare del Genio...Un linguista famoso, Ferdinand de Saussure, diede impulso massimo alla Linguistica tramite l'elaborazione concettuale del " Signifiant" e del "Signifié"....Medesimo atteggiamento di ricerca strutturale del Carlucci che dalle immagini nei disegni ne ha rivelato il vero significato... PROF Elena Fiore

 

E' il dicembre del 1223 , a Greccio, sul paese sta scendendo una copiosa nevicata,Madonna Alticana ha appena consegnata a Francesco una raffigurazione del bambinoGesù, e suo marito, signore di Greccio, Giovanni Velita suo devoto amico,ha procurato un bue ed un asinello,intorno una folla di pastori e grecciani sono pronti a celebrare la Nativita'.Iniziava cosi' la storia del presepe vivente che il Santo ,allora appena giunto da Roma conl'autorizzazione del Papa, sarebbe riuscito a tramandare nei secoli,La fama di Francesco, portatore di una fede incontaminabile e di un a visione asceticadella vita consacrata , infusa nei discepoli e ancor oggi sostenuta dai frati mendicanti,i Frati Minori, si era poi diffusa ovunque, dentro chi avesse bisogno di quiete, e pace.Guido Carlucci , artista di Cantalice , da sempre innamorato di Greccio e dei maestri dell'artedel passato, nel 2011 stava rivisitando le opere di Leonardo da Vinci, ed ebbe ad imbattersinei disegni dello stesso, e tra di essi in quello numerato 8p, rappresentante un paesaggiovisto da posizione sopraelevata. Leonardo lo aveva datato 5 agosto 1473.Esperti hanno identificato nel disegno la Cascata delle Marmore, la conca ternanae il borgo di Papigno, tra Terni e Rieti.Da esperto conoscitore dei suoi luoghi natii, il Carlucci ha tuttavia percepito che la collocazionedata da quegli esperti ,non aveva bene valutato la posizione dalla quale il paesaggio era statoosservato.In particolare lo avevano colpito le torri sulla sinistra del disegno,il fiume alla base dello stesso,le montagne in distanza ed i paesi raffigurati, contestava poi la identificazione delle acque raffigurate in alto a destra sostenendo che erano fonti di montagna e non le Marmore.Da Greccio, dalla localita' Cappelletta ad 850 mt era stata la collocazione finale data dal Carlucci!Da quella posizione erano visibili alcune delle torri che Greccio vantava nel 500, ed erano 5 per quanto restava del castrum iniziale. Piu' avanti eran visibili Cantalice, Poggio Bustone, tutta la Valle Santa e sullo sfondo il Terminillo.Sotto Greccio, ai limiti di Greccio ,scorreva un fiume nel passato, e Leonardo lo ha riportato ,come pure le ricche fonti di alloraesistenti in localita' La Cappelletta.Il Carlucci tuttavia non si e' fermato al disegno, dopo aver letto tanto di Leonardo, della sua anima contrastata, ha voluto pensare di essere egli stesso Leonardo, scoprire il perche' quel genio fosse venuto tra le sue montagne,e se avesse lasciato altre tracce, e se, conosciuta la regola di Francesco ,ne fosse stato attratto, ovvero turbato.Mentre si disquisiva sul disegno 8p , il Carlucci riportava di una scoperta sbalorditiva, che grazie all'Assessore alla Cultura di Greccio ,Federico Giovannelli, aveva potuto indicare agli studiosi. Un affresco, conservato nella Chiesa di San MIchele Arcangelo ,raffigurante una Ultima Cena, di chiara impronta leonardesca ,il cui confronto con la Cena delle Grazie a Milano, prima del restauro, era illuminante.Sentendo Leonardo cosi' vicino, il Carlucci ha approfondito lo studio sull' 8p.Leonardo era solito lasciare messaggi nelle sue opere, cosi' lo studio attento delle immagini "nascoste" nel disegno ha permesso di scoprire il volto sofferente di Francesco , celato nel paesaggio, ed altre immagini esoteriche cui Leonardo era legato, da uomo si' del Rinascimento ma per natura, ed in anticipo gia' illuminista .In Greccio Leonardo si immerse di certo nella filosofia francescana, in cui trovo' pace, forse avendo contatti con qualche erede dei Velita che gli commissionarono , chissa' uno o piu' affreschi, dato che la Chiesa della Cena di Greccio faceva parte un tempo del maniero di quel casato.
Guido Carlucci
per le ricerche
si ringrazia luciano perazzo

Leonardo da Vinci, Artista eccelso del periodo rinascimentale,personalità poliedrica per il suo modo di pensare e operare e per l'applicazione del " Raziocinio " alla "Scientificita' " , ha chiarificato ai posteri tramite la diversificata tipologia delle sue opere che la creazione di un'opera d'arte concepita primariamente mentalmente , si concretizza effettivamente tramite la messa in moto dei "Sensi"; metodologia questa coadiuvata da un "Osservare" meticoloso , dalla conseguente " Riflessione " fin a giungere alla riproduzione reale analizzata anatomicamente al fine di coglierne sia la strutturazione relativa alle proporzioni che alle forme. Seguendo lo studio del Maestro Carlucci relativo al Dipinto addebitabile al grande Genio, il quale amante della Natura che ha sempre rivalutato e messo in primo piano, sia molto probabile che in giovinezza Egli abbia soggiornato temporaneamente nel paesino di Greccio assaporandone la Pace francescana ivi regnante. Lì é altamente probabile che abbia Dipinto l'affresco di cui tanto si discute. Si potrebbe ipotizzare per tal motivo la paternità dell'opera alla mano creatrice di Leonardo rinvenuta nella Chiesa di S. Maria delle Grazie e del disegno in cui compare il paesaggio del sito in questione. L' ambientazione é simile a quella della sua massima opera : " L' ultima cena" e i colori impiegati della stessa tonalità, tenendo conto però del relativo deterioramento di Essi dovuto all'usura che il trascorrere del tempo ha prodotto ma che lo studio del Carlucci ne ha evidenziato la medesima pigmentazione. Le due opere messe a confronto presentano altresì l'identico modo contemplativo nello sguardo dei commensali e il simile movimento prodotto indotto dalla reale somiglianza visibile. Secondo il Maestro Carlucci , studioso, artista impegnato e appassionato nel ricercare a questo proposito la verità per dipanare il mistero che avvolge l'Opera, essa apparterrebbe al geniale Leonardo da Vinci che può essere considerato per le sue idee innovative di scientificità e razionalita' applicata precursore della Corrente illuminista. La tesi del Carlucci é da prendere in massima e seria considerazione , ciò darebbe nuovo Alito vitale alla Storia dell'arte che si arricchirebbe smisuratamente di questa importante scoperta. Prof Elena Fiore

Le Maître Guido Carlucci, peintre affirmé est né à " Cantalice" le 17 ottobre 1964, il a étudié aux Beaux Arts de "Brera"; on le connaît come le peintre des âmes colorées et créateur de la Salle d'Art de " Acqui Terme" ( Alessandria), Directeur aussi de la Galerie artistique G.C. Carlucci( Rieti). Il a fondé le nouveau Courant du Sensorialisme Materiel ed le Musée MACS( Musée Art Contemporaine Sensoriel) qui abrite ses oeuvres ed aussi celles des autres innombrables artistes qui Le suivent.....Ce Courant est structuré employant ed suivant le cinq Sens qui agissent tous ensemble et qui permettent l'interprétation d'une oeuvre d'art d' une façon complète.....Cette méthode operative va au délà de la simple vision et met en évidence le vrai "Sentir" de l'artiste qui peint l'oeuvre...Ce sont les sensations personnelles qui se maniféstent...ed les Visionnants les interprètent selon ses intimes pulsions individuelles...Le Courant dont on parle se base sur la pureté de l'âme humaine...On suit donc l'instinct de l'essence que l'âme dicte....Monsieur Carlucci a decouvert dans plusieurs oeuvres du grand Génie Léonard de Vinci, des images cachées qui donnent une plus complète ed exhaustive vision de sa personnalité...Léonard de Vinci, ésprit libre, personnalité polyedrique qui a marqué avec ses oeuvres soit picturales soit de sculpture, la periode de la Renaissance et explorateur aussi des différents domaines existentiels, a été étudié en profondeur par le Maître Carlucci qui a idéntifié dans le Dessin du Génie 8 P abrité à Florence, le paysage de " Greccio" et des images particulières qui se réferent à un Démon, à un Ange avec ses ailes qui ressemblent à des cornes, à une Coupe à forme de Calice, à l'image de Saint " Francesco"....Probablement le Génie a sejourné pendant sa jeunesse dans ce pays et dans le Dessin il a réproduit des autres dessins qui sont les images dont on a parlé...Peut-être que la rigidité de l'Eglise à cette époque là, aurait condamné ces dessins qui étaient interdits...donc le Génie les a cachées dans l'oeuvre...Mais ce n'est pas l'unique découverte du Maître Carlucci, en effet des autres images sont visibles aussi dans des autres oeuvres du Génie...L'étude qui a conduit Carlucci se révéle précis et incontestable car les images sont clairement visibles à tous...
11/11/2017

 

LA MIA GRANDE SODDISFAZIONE!

Qui troverete tutte le scoperte che ho fatto,passo dopo passo.

 

DISEGNO 8P DI LEONARDO DA VINCI
LA RICERCA DI GUIDO CARLUCCI
Il disegno 8p di Leonardo da Vinci nasconde delle immagini. Ho scoperto questo dopo studi importanti dal 2011. La mia idea mi ha portato a capire la prospettiva di questo paesaggio arrivando ad una conclusione: si tratta del paese di Greccio. Sono molti i particolari che riportano Greccio del 1500, con le 5 torri e Leonardo ne ha disegnate 3 visibili e 2 nascoste dietro la vegetazione. In primo piano,sulla destra possiamo notare le rocce nella montagna sopra a GRECCIO e una sorgente che scende dalla roccia. Inconfondibile il panorama della Valle Santa veduta da Greccio arroccato su uno scoglio importante. Nella vista della Valle Santa possiamo notare in lontananza il paese di Cantalice sotto il monte Terminillo,mentre, le montagne vicino Poggio Bustone . Il fiume che si vede in basso sotto il paese di Greccio e' un fiume esistente nel 500 e non e' un caso che si chiama: limiti di Greccio. È importante capire il motivo che ha spinto Leonardo a cambiare terra e disegnare Greccio ;Leonardo da Vinci voleva incontrare il luogo del primo presepe vivente ideato da San Francesco di Assisi riuscendo a capire il quanto dal testamento lasciato dallo stesso Leonardo a Milano davanti a testimoni . Da Vinci era molto legato ai frati minori e li voleva anche in punto di morte . LA SCOPERTA PIU' IMPORTANTE NEL DISEGNO 8P custodito a Firenze Museo Uffizi sono le IMMAGINI che nasconde nel paesaggio . Leonardo con le figure racconta Francesco e possiamo vedere bene ruotando il disegno a destra L' IMMAGINE DI FRANCESCO con il cappuccio , il saio ben visibile ,il viso e le mani. Ruotando invece il disegno a sinistra, e' visibile il volto di san Francesco sfigurato e sofferente con i denti stretti e la barba;possiamo notare anche un cavallo con il cavaliere e un serpente in questa immagine inquietante . Lo studio continua con grande interesse .
Ad oggi non risultano ricerche su questo disegno e la scoperta e' ESCLUSIVA frutto di studi eseguiti da Guido Carlucci dal paese di GRECCIO.
Guido Carlucci

Questa e' la mia idea: Leonardo arriva a Greccio nel 1473 e disegna dalla localita' Cappelletta (montagna sopra a Greccio,disegno 8p custodito Uffizi Firenze). Leonardo è giovane e non  famoso. Decide di dipingere nella chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa del 300 a Greccio. Con questo dipinto comincia lo studio della grande opera che ha segnato la storia "L'ULTIMA CENA" nel  1498.
Affermo questo per due motivi fondamentali:  i colori sono di Leonardo, (stessi pigmenti) e il Cristo, come qualche apostolo sono quasi uguali. Inconfondibile la perfezione delle mani del Cristo stesso che le ritroviamo nel dipinto famoso. Per quasi 500 anni il dipinto non e' stato notato perche' la sua posizione e' nascosta, e nelle fasi di ristrutturazione della chiesa non sono mai entrati esperti per capire l'importanza di questo affresco.
Mi riservo ulteriori studi per altra idea: se non ha dipinto Leonardo e' stato un suo allievo!
Penso che qualche esperto ha visto questo dipinto, e quest'ultimo non ha attirato la sua  attenzione per non distogliere lo sguardo dalla sua ricerca su Leonardo in un'altra regione.  Attenzione: dico questo perche' Greccio non e' un semplice paese: Leonardo è stato ispirato da San Francesco (il santo nel 1200 e' stato a Greccio e ha ideato il primo Presepe nel mondo). Ritengo che la mia idea e' valida: non e' un caso la presenza di Leonardo in questo paese fiabesco. Da Vinci era attirato dalla filosofia francescana, diversa dalla chiesa di quel Tempo. Leonardo cercava anche perdono per le sue immagini esoteriche : risultato di studi precedenti in quel periodo dicono che Leonardo attaversava un periodo durissimo per le accuse verso di lui da parte dei Fiorentini.
Non dimentichiamo il grande amore di Leonardo per la natura, anche se in modo diverso era compatibile con il poverello di Assisi .
Guido Carlucci settembre 2017
Greccio Museo MACS

Una scoperta che inizia a far parlare.......

Greccio – Un nuovo Leonardo? Ne parla Guido Carlucci

Guido Carlucci, appassionato cultore d’arte ed egli stesso stimato artista,ci invia una notizia a dir poco straordinaria, relativa alla sua scoperta di un dipinto di Leonardo nella chiesa di San Michele a Greccio. Con scrupoloso impegno egli ci spiega come mai sia arrivato a questo risultato. Ecco alcuni brani della sua ricerca: ‘Un mio studio, appoggiato dall’assessorato alla cultura di Greccio e con il prezioso supporto dal vice Sindaco di Greccio Federico Giovannelli, fa emergere delle belle novità sull’arte. Questa e’ la mia idea: Leonardo arriva a Greccio nel 1473 e disegna nella localita’ Cappelletta,una montagna sopra a Greccio, come da un disegno 8p custodito agli Uffizi di Firenze. Leonardo è giovane e non famoso. Decide di dipingere nella chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa del 300 proprio a Greccio. Con questo dipinto comincia lo studio della grande opera che ha segnato la storia: ‘L’ultima cena’, appunto, nel 1498. Affermo questo per due motivi fondamentali: i colori sono di Leonardo, (stessi pigmenti) e il Cristo, come qualche apostolo, sono quasi uguali. Inconfondibile la perfezione delle mani del Cristo stesso che ritroviamo nel dipinto famoso. Per quasi 500 anni il dipinto non e’ stato notato perche’ la sua posizione e’ nascosta, e nelle fasi di ristrutturazione della chiesa non sono mai entrati degli esperti per capire l’importanza di questo affresco. Mi riservo ulteriori studi per approfondire la ricerca: se l’autore non è stato Leonardo, e’ stato un suo allievo!’ E Carlucci nello scrivere questo ed altro ancora, rivela la sua passione encomiabile.

Leonardo da Vinci a Greccio, la scoperta di Carlucci

tusciatimes.eu dal quotidiano online di Viterbo,la redazione scrive:

VITERBO – GUIDO CARLUCCI, artista cantaliciano, fondatore della corrente artistica “Sensorialismo materico” dal 2012 , ha contattato il nostro giornale per informare su un’importante scoperta su Leonardo da Vinci, fatta a Greccio. “Un mio studio – scrive Carlucci – appoggiato dall’assessorato alla cultura di Greccio e con il prezioso supporto dal vice sindaco di Greccio Federico Giovannelli, fa emergere delle belle novità sull’arte.

Questa è la mia idea: Leonardo arriva a Greccio nel 1473 e disegna dalla località Cappelletta (montagna sopra a Greccio,disegno 8p custodito Uffizi Firenze). Leonardo è giovane e non famoso. Decide di dipingere nella chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa del 300 a Greccio. Con questo dipinto comincia lo studio della grande opera che ha segnato la storia “L’ULTIMA CENA” nel 1498. Affermo questo per due motivi fondamentali: i colori sono di Leonardo, (stessi pigmenti) e il Cristo, come qualche apostolo sono quasi uguali. Inconfondibile la perfezione delle mani del Cristo stesso che le ritroviamo nel dipinto famoso. Per quasi 500 anni il dipinto non è stato notato perchè la sua posizione è nascosta, e nelle fasi di ristrutturazione della chiesa non sono mai entrati esperti per capire l’importanza di questo affresco. Mi riservo ulteriori studi per altra idea: se non ha dipinto Leonardo è stato un suo allievo! Penso che qualche esperto ha visto questo dipinto, e quest’ultimo non ha attirato la sua attenzione per non distogliere lo sguardo dalla sua ricerca su Leonardo in un’altra regione.

Attenzione: dico questo perche’ Greccio non è un semplice paese: Leonardo è stato ispirato da San Francesco (il santo nel 1200 è stato a Greccio e ha ideato il primo Presepe nel mondo). Ritengo che la mia idea sia valida: non è un caso la presenza di Leonardo in questo paese fiabesco.

Da Vinci era attirato dalla filosofia francescana, diversa dalla chiesa di quel tempo. Leonardo cercava anche perdono per le sue immagini esoteriche : risultato di studi precedenti in quel periodo dicono che Leonardo attaversava un periodo durissimo per le accuse verso di lui da parte dei Fiorentini. Non dimentichiamo il grande amore di Leonardo per la natura, anche se in modo diverso era compatibile con il poverello di Assisi .

Ma il mio studio prosegue e sono fiero di quello che sto per scrivere: il disegno 8p di Leonardo Da Vinci custodito agli Uffizi rappresenta la vista da Greccio verso la Valle Santa e sotto le immagini ho scoperto che ci sono altre immagini ad esempio quella di San Francesco. Da questo studio poi ho individuato un dipinto del 500 nella chiesa di San Michele Arcangelo a Greccio, un affresco che rappresenta l’ultima cena e penso che sia l’impronta inimitabile di Leonardo o di un suo allievo.

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