Via Micioccoli,Rieti

MONNA LISA E' SALAI ECCO LE PROVE "MONNA VANNA" Codice Leonardo le scoperte di Guido Carlucci dopo 500 anni ha condiviso un video in diretta.4 giugno alle ore 0:32 ·  preparazione per una tela ad olio. Ora il disegno sta subendo controlli e studi presso il Louvre, in attesa di essere  esposto nel 2019,per la commemorazione della morte di Leonardo. Guido Carlucci sta portando avanti da tempo la tesi che la vera identita’ del  soggetto rappresentato nella Monna Lisa sia in realta’ Giacomo Caprotti, detto il  Salai, ed e’ ora in grado di sostenere questa idea , grazie ad una serie di scoperte ,e  partendo dalla conoscenza di alcuni fatti. Il primo è che tra i due, Leonardo e Salai,  correva un rapporto di intenso affetto . Carlucci ha poi scoperto le lettere L e G  dipinte in molte tele del maestro toscano. Questo fatto lo ha portato ad eseguire  ricerche piu’ approfondite sulle opere di Leonardo, sinche’ l’intuizione lo ha indotto  ad esaminare proprio quel disegno a carboncino, che ricorda la posa ed i tratti della Monna Lisa. Scoprire il nome SALAI scritto in corsivo nel disegno e’ stata per lui una vittoria entusiasmante, degna di partecipare alla conferma che quel disegno e’ di  Leonardo e dedicato al Salai, come al Salai fu dedicata la Monna Lisa. Luciano Perazzo  diritto di insegnamento Guido Carlucci  vietata la divulgazione senza citare la fonte ..................... " MONNA LISA "L' occhio del Carlucci oramai é avvezzo al ritrovamento di impronte riferibili a Lettere e altro di significativo, nelle Opere leonardesche. Nella " Madonna Litta" le solite " L/S" ricompaiono con chiara evidenza...lo studio dell' " Uomo Vitruviano " ha indirizzato il Maestro alla Tecnica della Rotazione al fine di mettere in luce ciò che il da Vinci custodiva nell'intimo della sua Anima relativo al suo smodato attaccamento affettivo nei confronti del Caprotti...Il Genio conobbe il ragazzo già dalla sua tenera età e nell'immediatezza nutrì un Sentimento di affezione nei confronti del bimbo, sentimento che con il passare del tempo si trasformò in puro Amore....ciò lo portò a segnare graficamente e di continuo le due lettere in ogni sua opera.Il Carlucci, dotato di intuizione naturale e non artefatta, ha compreso L'interiorità del Genio e ha messo a punto la Tecnica sia della Rotazione delle opere sia " l'osservare dentro" e del " guardare dentro con l'occhio della mente del Genio". Trattasi di una percezione del Carlucci mediata attraverso Sensazioni,che una volta elaborate si evidenziano in chiarezza visibile a Tutti...Una parte degli esseri umani non possiede intuito spiccato , in quanto si dona poca attenzione alle Sensazioni , prerogativa solamente delle persone sensibili che invece riescono a vedere oltre ciò che appare e attuare una lettura artistica profonda.La Tesi del Carlucci , avendola egli verificata più volte nelle Opere del da Vinci, non può che essere considerata veritiera....SCOPERTE 10 maggio 2018 inviata documentazione a giornali e Museo Louvre Francia diritto di insegnamento vietata la divulgazione di queste immagini senza citare la fonte ..................Lo studio del Carlucci non si arresta...nuove impronte di chiara visibilità emergono ulteriormente...si evidenziano la S e la L, riconducibili senza dubbio a " Leonardo" e al " Salai", nei pressi due Effigi di volti che per associazione alle lettere messe a fuoco si riferirebbero al Genio e al suo giovane amante( il diavoletto)....altresì un altro numero: il 7 e il 2( 72), cifre già messe a vaglio per concretezza effettiva dall' analisi espletata dal Dott Vinceti..Appare oramai chiara tutta la vicenda di analisi effettuata dal Maestro che consente così un importante ridimensionamento interpretativo della " Monna Lisa", appellativo che per secoli identificava la moglie del Giocondo ma che attualmente dovrebbe essere ribattezzata con il nome del "Salai"..In aggiunta si dovrebbe considerare altresì il ritrovamento delle cifre 5 e 4( 54) e il segno di una " X", indicante tra i due numeri 54 e 72 il " moltiplicante"( 54x 72) che é l'esatta misura del bozzetto del " Louvre"...Una chiave questa esplicativa di tutta la verità in merito a quest'opera del da Vinci......................................L'ultimo video postato dal Maestro Carlucci è un Compendio esauriente e di chiarezza indiscussa in merito alle opere del grande da Vinci e su ciò che in esse é stato scoperto......è impossibile non ammettere e quindi confutare il suo dire...il Maestro ha analizzato tante opere del Genio toscano e in ognuna di esse ha evidenziato lettere, immagini, numeri e tanto altro...un'analisi continua e sfibrante ma che ha dato dei risultati stupefacenti...Tutto ciò che è stato messo alla Luce porta all'unica interpretazione plausibile: il modello a cui si è riferito il da Vinci per la produzione di parecchie sue opere é senza dubbi il Salai...il Genio marca le sue opere con diverse " L" e S" e non solo...sono visibili firme che alludono al Genio, Effigi di diavoletti, Cristi e chiare impronte di " G" riferimento al nome battesimale del Caprotti: " Giacomo"..Lo studio del Carlucci si é allineato altresì a quello dell'esimio dott Vinceti, illustre personalità che ha scovato negli occhi della Gioconda importanti marcature e il numero 72 ...da quì l'intuizione del Carlucci di seguire questa scia che ha permesso di scoprire altresì il numero 54 e il segno del moltiplicando : " X"..misure queste che corrispondono perfettamente al Carboncino custodito nel famoso museo del " Louvre"...Un' indagine questa completa addebitabile all'estro interpretativo del Carlucci e di paternità Italiana....L'ultimo video postato dal Maestro Carlucci è un Compendio esauriente e di chiarezza indiscussa in merito alle opere del grande da Vinci e su ciò che in esse é stato scoperto......è impossibile non ammettere e quindi confutare il suo dire...il Maestro ha analizzato tante opere del Genio toscano e in ognuna di esse ha evidenziato lettere, immagini, numeri e tanto altro...un'analisi continua e sfibrante ma che ha dato dei risultati stupefacenti...Tutto ciò che è stato messo alla Luce porta all'unica interpretazione plausibile: il modello a cui si è riferito il da Vinci per la produzione di parecchie sue opere é senza dubbi il Salai...il Genio marca le sue opere con diverse " L" e S" e non solo...sono visibili firme che alludono al Genio, Effigi di diavoletti, Cristi e chiare impronte di " G" riferimento al nome battesimale del Caprotti: " Giacomo"..Lo studio del Carlucci si é allineato altresì a quello dell'esimio dott Vinceti, illustre personalità che ha scovato negli occhi della Gioconda importanti marcature e il numero 72 ...da quì l'intuizione del Carlucci di seguire questa scia che ha permesso di scoprire altresì il numero 54 e il segno del moltiplicando : " X"..misure queste che corrispondono perfettamente al Carboncino custodito nel famoso museo del " Louvre"...Un' indagine questa completa addebitabile all'estro interpretativo del Carlucci e di paternità Italiana...."ULTIMA CENA MILANO"Sorprendente anche questa nuova icona raffigurante un minuscolo diavolo messo a fuoco dal Carlucci nell' " Ultima Cena"...emblematico è il punto dove esso é stato posto dal da Vinci: nei pressi della bocca dell'apostolo Giuda. Da sempre, la figura demonìaca ha rappresentato il " male e il peccato"...quì appare come se l'infimo Giuda stia esprimendo qualcosa, ma qualsiasi cosa stesse dicendo, tutto, in sottointeso, trattasi di " Bugia" in quanto nella sua Anima alberga il " Male" che più tardi metterà in pratica tradendo Gesù..Si potrebbe pensare a una doppia interpretazione e cioè sia l'evidenziazione della non sincerità dell'apostolo nei confronti del suo Maestro, sia l'intento del da Vinci di lasciare anche nella somma opera l'effige del suo giovane garzone a mò di diavoletto che compare sempre con gli stessi annessi e connotati in diverse sue opere. Forse trattasi di un Marchio, di una sua pseudo Firma che faccia intuire la presenza costante nel suo Cuore del Caprotti...Come dice il Carlucci, ormai questo Codice nascosto per secoli, tramite questo Studio così intenso, é venuto alla luce...é certo che il Maestro ha dato al mondo dell'arte un " imput " di studio che sproni a una nuova interpretazione del grande Genio anche e sopratutto dal punto di vista esoterico, aspetto questo largamente tralasciato.... Preziosissime le nuove impronte scoperte dal Maestro Carlucci nella " Monna Lisa"che oramai con un nuovo appellativo dovrebbe essere ribattezzata, quello riferibile al giovane suo amore.. ..visibilissime tra l'intercapedine delle due dita la lettera " L" ( firma del da Vinci) e la "S" iniziale del Salai...( il Caprotti)..Stupefacente é l'abilità del Maestro per aver evidenziato altresì il " Diavoletto" posto in concomitanza delle due lettere...il Carlucci ha messo in luce , tramite questa visione così accurata anche sulla parte superiore vicino alle nocche delle due dita , una seconda immagine che per i connotati del Viso sembrerebbe appartenere allo stesso Genio...Prove inconfutabili queste esposte dal Carlucci, esse non sono di certo addebitabili alla casualità in quanto sono ricorrenti anche in altre Opere del da Vinci...Il Carlucci ha scoperto queste meravigliose prove con la Tecnica della rotazione delle opere, suggeritogli dalla Figura dell'Uomo Vitruviano.... esclusiva mondiale ore 0110 del 18 06 2018 ho scoperto la scritta SALAI bordo occhio della Monna Lisa  quindi MONNA LISA CAMBIA NOME E' SALAI GIACOMO CAPROTTI CHIAMATO AMOREVOLMENTE DA LEONARDO DA VINCI IL DIAVOLETTO diritto di insegnamento Guido Carlucci vietato divulgare le immagini senza citare la fonte mail inviata al MUSEO LOUVRE FRANCIA ORE 0120 ............ORE 19 20 DEL 19 06 2018 SCOPERTE LE SCRITTE LEONARDO SALAI AL CENTRO IMMAGINE DIAVOLETTO FOTO PUBBLICATA ....................................................Un'analisi , quella del Carlucci, complessa ma che si accinge a una risultanza finale che non lascia alcun dubbio...l'opera della " Monna" contiene diversi messaggi forniti al Maestro dall'evidenziazione di Lettere nell'occhio del Soggetto che rimandano all'identità del " Salai"...La consonante " L" , é la chiara iniziale di " Leonardo", seguono e ben visibili la "S" e la " A"...impronte anch'esse di chiara visione riferentesi al " Salai"...Ciò é stato messo alla Luce dal Carlucci mediante la rotazione dell'opera suggeritogli dall' " Uomo Vitruviano" che indicava il movimento roteante...L'opera quindi è stata strutturata dal da Vinci, partendo dal " carboncino" del " Louvre"(Salai) e in seguito abbellita con fattezze evidenti femminili e posturali.............................................Ho pensato spesso a Leonardo, come ad uno che si conosce,per averci passato  insieme molte notti, non a giocare a carte, ammesso che ai suo tempi lui lo abbia  fatto, piuttosto a bere caffe’, che lui non ebbe modo di sorbire.. Quando si percepisce un senso di mistero che aleggia da secoli senza che nessuno  abbia avuto l’intuizione per svelarlo, lo studio assorbe tanto che il tempo sembra  non avere limiti, i sensi si acuiscono, sinche’ il risultato,la scoperta , non sono  raggiunti. La rassegna dei fatti scorre nella mente...1503, messer Giocondo , marito di Lisa  Gherardini, commissiona un ritratto della moglie a Leonardo. Che Leo non fosse  uno solerte nel rispettare i tempi di consegna è una cosa nota. 1519, il quadro è a Clos Lucè, ad Amboise ,è ancora nelle mani del maestro, sembra  che nessuno gli abbia fatto fretta, che abbia versato fiorini per acconto sul lavoro.. Con la Monna Lisa, Leonardo ha portato in Francia la S.Anna, il Battista. Nella casa dei Condé , dono del duca d’orleans Aumale, chissa’ come arrivatogli, un disegno, la Monna Lisa senza vestiti, in cui ho scoperto la scritta Salai ,le lettere L G,  si lega ,ignoto per secoli, alla tavola del Louvre,quella che Giacomo Caprotti  vendette al re di Francia, quel dipinto ad olio in cui Leonardo immortalo’ il  sentimento nato negli anni finali del 1400, per un giovane della sua bottega in  Milano, un garzone come lo era stato lui nella bottega del Verrocchio,quasi trenta  anni prima.  Illustri studiosi, tra di essi il Dr.Silvano Vinceti, del Comitato nazionale per la  valorizzazione dei beni storici e culturali, hanno sostenuto che la donna della tavola  di pioppo e’ Lisa Gherardini, e contemporaneamente il Salai, nome assegnatogli da  Leo, in tutto in una combinazione androgina che fonde i due sessi, tesi che anche io  posso sposare, avuto riguardo alla personalita’ del maestro toscano, ed alle sue  passioni per Giacomo Caprotti , che oggi sarebbero definite disordinate, quanto  mortali per l’epoca rinascimentale , in termini di condanna ecclesiastica. Dopo tanto studiare , tante scoperte, occorre trarre conclusioni ,cosi’ come la  ragione le fa formare nell’intimo. La ricerca di modelli con cui dare volto ai suoi personaggi, fu sempre per Leonardo un vero e proprio lavoro preparatorio per le sue opere. Da quando nel 1490 il  Caprotti si affaccio’ alla porta della bottega in Milano, Leonardo ebbe a sceglierlo  quale modello, che utilizzo’ piu’ volte. La S.Anna, il Battista , la Monna Lisa  svestita hanno chiaramente le sembianze del Salai, la cui identita’ ho scoperto nella  ripetuta scrittura del suo nome nelle dette opere, in corsivo e con le lettere L e G,  senza dimenticare che , avendolo Leo soprannominato il suo diavoletto, questa figura è stata inserita miniaturizzata ma chiarissima accanto alle scritte Salai e G. Tutti i miei studi hanno destato interesse in Francia e Stati Uniti, mentre l’Italia  ostenta il consueto disinteresse anche di fronte a scoperte inequivocabili. Come ha scritto il Dr.Vinceti la Monna Lisa è il testamento filosofico, esoterico,  religioso e teologico di Leonardo, definizione con cui concordo, e che tutte le mie indagini  hanno confermato , in una missione,la mia volta a portare al mondo la conoscenza piu’  completa dell’uomo e del nostro grande artista. Guido Carlucci

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